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 Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario...
Primo Levi    

"Semplicemente incredibile! La realtà che nè libri nè filmati possono descrivere, le informazioni che abbiamo appreso in questi anni ci tornano alla mente mentre osserviamo questi posti, apparentemente innocui, ma che mezzo secolo fa hanno visto la morte di milioni di persone. Ogni passo, ogni istante, ogni sguardo a questi campi scatena il ricordo. Non può finire tutto nel silenzio, far finta di niente significa uccidere di nuovo tutti quei caduti che nulla hanno potuto fare di fronte all'immensa crudeltà di altre persone. Ogni istante passato in questi luoghi resterà nel nostro cuore, la voglia di gridare al mondo "basta crudeltà" di fronte a tante foto che ritraggono sguardi vuoti, persi e assenti ci ricordano quanto siamo fortunati ma anche quanto l'uomo può essere "BESTIA". Grazie a questo viaggio ci siamo accorti, ancor di più, di quanto sia importante apprezzare ogni istante della nostra vita."

27 gennaio 2010 Classe 5A programmatori

Dal 23 al 27 gennaio 2010, abbiamo partecipato ad un'esperienza che ci ha portati a riflettere sul dramma del genocidio del popolo ebraico e del sanguinoso massacro che ha sconvolto l'intera umanità durante la seconda guerra mondiale. Abbiamo voluto conoscere, saperne di più, per capire cosa avesse spinto un uomo, Hitler, a compiere un tale sterminio e soprattutto mille altre persone a permetterglielo e a seguirlo. Proseguendo nello studio e nell'approfondimento abbiamo pensato con paura: e se tutto questo dovesse succedere ancora? Abbiamo quindi inteso lo studio come antidoto contro una reiterazione del passato e nel contempo come fattore educativo e preservatore della memoria connotata come strumento di libertà. Il problema del razzismo, a tutt'oggi, non è risolto, è ancora aperto e ultimamente ci sembra sia un po' trascurato: abbiamo il timore che dentro di noi si racchiuda anche una parte razzista, che vive di pregiudizi, di luoghi comuni e di ignoranza e che va eliminata con la conoscenza, la ragione, il buon senso e la tolleranza. Le persone che hanno partecipato con noi all'esperienza "Un Treno per Auschwitz" ci hanno regalato punti di vista diversi e interpretazioni interessanti. Sappiamo che è necessaria una coscienza del passato, di quello che è successo, per avere la possibilità di individuare i caratteri della nostra società e di guardare al futuro con la speranza di evitare gli errori già commessi. Perchè questa memoria sia efficace, deve essere condivisa e diventare quindi patrimonio di una collettività. La nostra scelta etica ha selezionato la memoria secondo eventi e riflessioni che sottolineano l'assoluta disumanità del razzismo e, nel caso specifico dell'antisemitismo e della sua unicità, l'impossibilità per gli uomini di abdicare alla responsabilità individuale rispetto agli atti compiuti. Abbiamo così deciso di portare questa esperienza ed i nostri approfondimenti, alla fine del nostro percorso scolastico, sviluppando una tesi sull'argomento. Il suo contenuto è stato inserito in questo sito. Il nostro lavoro non ha la pretesa di essere completo ed esaustivo, quindi ci auguriamo che, negli anni a venire, altre classi proseguano lungo il percorso che abbiamo tracciato, perchè non si spezzi l'esile filo della memoria.

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