{"id":637,"date":"2023-04-12T09:27:23","date_gmt":"2023-04-12T09:27:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/?page_id=637"},"modified":"2023-05-24T09:06:34","modified_gmt":"2023-05-24T09:06:34","slug":"la-propaganda-fascita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/la-propaganda-fascita\/","title":{"rendered":"LA PROPAGANDA FASCITA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>I MEZZI DELLA PROPAGANDA<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-13.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-752\" width=\"499\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-13.png 448w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-13-300x181.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Regime Fascista seppe sfruttare al meglio i nuovi mezzi di comunicazione di massa che permisero una rapida diffusione delle sue ideologie, plagiando cos\u00ec l&#8217;intera popolazione Italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA RADIO:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di ogni altro mezzo assunse un ruolo di primo piano. I programmi trasmessi erano costituiti per lo pi\u00f9 da discorsi tenuti dal Duce, marce ufficiali o conversazioni sul razzismo. La radio divent\u00f2 la voce ufficiale dello Stato. L\u2019attivit\u00e0 di diffondere o controllare l&#8217;informazione nel regime fascista si basava secondo un principio ben definito: &#8220;Ci\u00f2 che \u00e8 nocivo al partito si evita, ci\u00f2 che \u00e8 utile al Regime si fa!&#8221;.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-21.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2905\" width=\"495\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-21.png 800w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-21-300x169.png 300w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-21-768x432.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nacque cos\u00ec L&#8217;Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche, anche conosciuto con la sigla EIAR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu un ente pubblico dell&#8217;Italia fascista, titolare delle trasmissioni radiofoniche, di tipo broadcast, sul territorio nazionale. L&#8217;EIAR svolgeva quindi la propria attivit\u00e0 di editore e operatore radiofonico in regime di monopolio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;EIAR fu costituita nel 1927 dall&#8217;assorbimento dell&#8217;Unione Radiofonica Italiana. Nel 1927-1928 il governo italiano assunse il controllo azionario dell&#8217;URI e la trasforma in ente pubblico con denominazione Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. Ad essa affid\u00f2 la gestione radiotelegrafica per i successivi 25 anni. Nel 1944 l&#8217;EIAR assunse la denominazione Radio Audizioni Italiane e nel 1954, diventando anche operatore televisivo, la denominazione RAI &#8211; Radiotelevisione Italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA STAMPA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 importante sottolineare come il controllo attuato dal regime dell&#8217;informazione fu possibile grazie all&#8217;acquisto, tra il 1911 e il 1925, delle maggiori testate giornalistiche e grazie all&#8217;introduzione degli albi. I quotidiani, attuando una censura su cronache nere o fallimenti economici, dipingevano il periodo fascista come un modello storico di pace e moralit\u00e0. Lo stesso accadde nei giornali per bambini, volti ad inculcare nella testa dei pi\u00f9 piccoli le ideologie fasciste (superiorit\u00e0 dei bianchi sui neri ,malvagit\u00e0 degli ebrei) Gi\u00e0 dai primi anni del Regime la stampa fu sottoposta ad un controllo formale. Nonostante per Mussolini avesse il controllo sulla maggior parte dei giornali, alcuni quotidiani di opposizione come La Stampa e Il Corriere della Sera riuscirono a sopravvivere. Con le Leggi Fascistissime e quelle del 25, Mussolini dispose che ogni giornale avesse un direttore responsabile iscritto al partito fascista e che il giornale stesso, prima di essere pubblicato, fosse sottoposto ad un controllo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-22.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2910\" width=\"487\" height=\"243\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste leggi inoltre istituirono \u201cL\u2019Ordine dei Giornalisti\u201d i cui membri, ovviamente, dovevano far parte del Partito Fascista. Mussolini cre\u00f2 inoltre l&#8217;Ufficio Stampa che, nel 37, venne trasformato in Ministero della Cultura Popolare. Questo ministero aveva l\u2019incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime, diffondendo i cosiddetti \u201cordini di stampa\u201d ( o veline) con i quali si impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l&#8217;importanza dei titoli e la loro grandezza. Il Min.Cul.Pop, oltre a controllare le pubblicazioni, si pose come obiettivo quello di suscitare entusiasmo ed esaltare il mito del Duce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>COMIZI E MANIFESTAZIONI:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mussolini fu in grado di sfruttare la sua forte capacit\u00e0 oratoria, riuscendo a convincere e ad ottenere consensi fortissimi durante i comizi e le manifestazioni organizzate dal Partito Fascista Italiano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-20.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2903\" width=\"490\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-20.png 460w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-20-300x222.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 490px) 100vw, 490px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>-SIMBOLOGIA DEL REGIME:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti noi, quando parliamo di un partito politico, accomuniamo subito il nome ad un simbolo, come ad esempio potrebbe essere la falce e il martello per il vecchio Partito Comunista Italiano o la fiamma tricolore per il Movimento Sociale. Anche il nome chiarisce le idee a cui si ispirano come ad esempio, socialismo che significa (societ\u00e0) o comunismo da (comunit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto pi\u00f9 difficile, invece, definire la parola \u201cfascismo\u201d come anche tutti i simboli ad essa associati. Naturalmente, con il passare del tempo, questi sono aumentati e il neofascismo ha fatto suoi alcuni simboli (come la croce celtica) che in passato nulla hanno avuto a che fare con il fascismo, quello originale almeno. Vediamo quindi quali sono questi simboli che il regime utilizzava ovunque in modo da renderli il pi\u00f9 visibile possibile alla popolazione. La parola \u201cfascismo\u201d deriva dal fascio di verghe che venivano portate nell&#8217;antica Roma da appositi addetti chiamati &#8220;littori&#8221; (da qui la denominazione &#8220;fascio littorio&#8221;). I fasci littori erano le guardie del corpo personali del magistrato e rappresentavano il potere che avevano di uccidere il re. Il Fascio veniva ornato d\u2019alloro in occasione dei trionfi e portato rovesciato per i lutti gravi. Fu utilizzato anche nel rinascimento da societ\u00e0 segrete di ispirazione massonica. Nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento e fino alla prima guerra mondiale, il Fascio Littorio continu\u00f2 ad essere impiegato dalle forze di sinistra: Fasci dei Lavoratori, organizzazioni proletarie di contadini siciliani, Fasci di Azione Rivoluzionaria. Con la costituzione di un Fascio Parlamentare di Difesa Nazionale, dopo la disfatta di Caporetto, il termine Fascio cominci\u00f2 ad essere legato alla necessit\u00e0 di un\u2019 unione nazionale al di sopra degli interessi dei partiti. Come tale, ma accompagnato da rivendicazioni rivoluzionarie, l&#8217;emblema Romano venne accolto da Benito Mussolini, divenendo il simbolo dei Fasci di Combattimento e in seguito del Partito Nazionale Fascista per simboleggiare l&#8217;unione del popolo italiano e per ispirarsi alla potenza e alla grandezza del popolo romano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>-IL FASCIO LITTORIO DEL FASCISMO:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fascio littorio era costituito da un fascio di verghe legate con nastri tricolori con inserita all&#8217;interno una scure. Simboleggiava la volont\u00e0 di dominare i territori appartenuti un tempo all\u2019impero romano. Significava anche l&#8217;unit\u00e0 del popolo italiano in un periodo in cui le tensioni sociali dividevano il paese tra nord e sud. Durante il ventennio di governo fascista su molte costruzioni pubbliche ed opere d&#8217;arte (come ad esempio il Vittoriano a Roma) non manc\u00f2 il fascio che veniva scolpito sui muri.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"314\" height=\"428\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-14.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-753\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-14.png 314w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-14-220x300.png 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal 1928, il &#8220;fascio&#8221; fu introdotto sulle targhe automobilistiche posteriori. La prima di queste targhe qui mostrate \u00e8 stata emessa tra il 1928, appunto, e il 1932 dal momento che il codice di provenienza (CR) \u00e8 ancora successivo al numero, mentre le altre due targhe sono successive al 1932. La targa Roma-0101 \u00e8 stata utilizzata su un veicolo del corpo diplomatico tra il 1936 e il 1944 e la differenza dalle altre targhe utilizzate sui veicoli normali \u00e8 lo zero iniziale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2159\" width=\"529\" height=\"366\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217; AQUILA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aquila romana, un altro simbolo ripreso dal fascismo, era rappresentata soprattutto con le ali aperte. Anche questo simbolo, che si rifaceva chiaramente alla civilt\u00e0 romana, era manifestazione di grandezza e di ricordo delle vittorie di Roma antica. Capitava spesso che l\u2019aquila tenesse il fascio nei suoi artigli, come si poteva vedere sulla bandiera della repubblica sociale di Sal\u00f2 .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA V MAIUSCOLA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la creazione dell&#8217;alleanza tripartita tra Italia, Germania e Giappone, si cerc\u00f2 un simbolo che potesse far capire alla gente la potenza dei tre stati. Questo simbolo divenne la V perch\u00e9 era l&#8217;iniziale della parola \u201cvittoria\u201d ed anche perch\u00e9 simboleggiava i tre vertici con l&#8217;Italia, naturalmente, al centro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA CROCE CELTICA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro simbolo, forse quello pi\u00f9 rappresentativo oggi, \u00e8 la Croce celtica, che per\u00f2 non ha niente a che fare con l&#8217;antica Roma, anzi veniva usato in antichit\u00e0 proprio da quei popoli che gli antichi romani consideravano barbari e quindi nemici. \u00c8 costituito da una croce circondata da un cerchio. Presso le popolazioni germaniche simboleggiava il sole e quindi era sacro. Dal Paganesimo al Cristianesimo, la Croce Celtica raffigura i Quattro Elementi (croce: Acqua, Aria, Terra, Fuoco; cerchio: lo Spirito, cio\u00e8 il Quinto Elemento), il punto d&#8217;incontro tra il mondo terreno (asse orizzontale della croce) e quello divino (asse verticale) nell&#8217;infinit\u00e0 dell&#8217;universo (il cerchio). I movimenti neo-fascisti hanno deciso di riprendere questo simbolo aggiungendo per\u00f2, come nel caso del movimento sociale, la fiamma tricolore che arde sullo sfondo della croce celtica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>LA FORMAZIONE DEL FASCISTA<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-15.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-754\" width=\"557\" height=\"544\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-15.png 643w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/image-15-300x293.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LA SCUOLA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel campo dell&#8217;educazione il fascismo esord\u00ec con la riforma della scuola promossa da Giovanni Gentile nel 1923, che Mussolini defin\u00ec come la pi\u00f9fascista delle riforme. Essa mirava a ridare dignit\u00e0 al ruolo di maestro e agli studi, assegnando alla scuola pubblica un&#8217;alta funzione di controllo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principi fondamentali della Riforma Gentile sono i seguenti:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. la scuola \u00e8 sottoposta al controllo statale, specie mediante gli esami per il passaggio da un grado di apprendimento a quello successivo;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. viene istituito un albo professionale degli insegnanti, i quali vengono selezionati per mezzo di concorsi pubblici;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. viene rafforzata la gerarchia all&#8217;interno degli istituti: a capo di essi vengono posti direttori (per la scuola elementare), presidi (per la scuola media), e rettori (per l&#8217;universit\u00e0).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019orientamento scolastico comprende:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1. scuole primarie ed elementari;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2. scuole complementari per l&#8217;avviamento al lavoro;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3. scuole medie, distinte in tre indirizzi: istituto tecnico professionale, ginnasio\/liceo classico o scientifico e istituto magistrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I professori antifascisti furono inesorabilmente eliminati. Il 1939 \u00e8 l&#8217;anno decisivo per una seconda importante svolta scolastica: il ministro Giuseppe Bottai fa approvare dal Gran Consiglio del Fascismo la &#8220;Carta della Scuola&#8221;, con la quale si stabiliscono principi, fini e metodi per la realizzazione integrale dello stato fascista che mira soprattutto alla formazione della &#8220;coscienza umana e politica delle nuove generazioni&#8221;. La &#8220;Carta&#8221; attraverso le sue 19 &#8220;dichiarazioni&#8221; indica ordinamenti, insegnamenti e orari che vanno dalla scuola materna al sistema universitario e stabilisce che nell\u2019 &#8220;ordine fascista et\u00e0 scolastica ed et\u00e0 politica coincidono&#8221;. Affiancati alla scuola nascono la G.I.L. (Giovent\u00f9 italiana del Littorio) e i G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti), con l&#8217;obbligo della frequenza dei &#8220;cittadini dalla prima et\u00e0 ai ventuno anni&#8221;. Vengono istituite, accanto alla media unica, la scuola artigiana (per le campagne e i piccoli centri) e quella professionale (per le grandi citt\u00e0). Queste permettono ai pi\u00f9 capaci l&#8217;accesso ai collegi fascisti, altamente militarizzati. La &#8220;Carta Bottai&#8221; tiene conto delle nuove realt\u00e0 sociali; in particolare programma l&#8217;introduzione nella scuola degli strumenti di comunicazione di massa come la radio. Analizzando pi\u00f9 specificamente il mondo della scuola, ci soffermiamo sulle materie d\u2019insegnamento. Confrontandole con le odierne, ritroviamo materie particolari quali &#8220;Storia e cultura fascista&#8221;, &#8220;Bella scrittura&#8221; e &#8220;Igiene e cura della persona&#8221;, come emerge dalle pagelle di quegli anni. Per creare &#8220;l\u2019italiano nuovo&#8221; la scuola fascista proponeva testi scolastici, quaderni, diari e pagelle in cui si esaltava il fascismo sia attraverso le immagini, strumento rapido ed efficace, che attraverso i contenuti. Prendendo ad esempio in esame il Libro della Seconda Classe Elementare, si trovano brani, filastrocche e storie in cui la vita militare e in particolare la figura del Duce e la storia del fascismo ricoprono grande spazio. Dal Libro della Terza classe emergono brani sempre pi\u00f9 complessi sotto l&#8217;aspetto grammaticale, che hanno per\u00f2 lo stesso sfondo propagandistico. Passando alla Quinta Classe, risaltano per originalit\u00e0 problemi geometrici e aritmetici davvero singolari: calcolare la superficie complessiva delle province italiane della Libia o calcolare le bombe sganciate da un aereo da guerra per esempio. In meccanica il moto uniforme era spiegato con l&#8217;esempio del passo dell\u2019oca. La grammatica veniva insegnata proponendo l\u2019analisi logica di frasi come &#8220;Io ho lavorato con piacere tutto il giorno&#8221; o &#8220;I nemici si affrontano con coraggio&#8221;. Le letture infine trattavano svariati temi d&#8217;attualit\u00e0, come &#8220;La razza latina&#8221;, &#8220;Gli ebrei&#8221;, &#8220;Parla il Duce&#8221; o &#8220;L\u2019emigrazione&#8221;. L\u2019inquadramento del tempo libero del popolo comprendeva l&#8217;organizzazione paramilitare e parascolastica conosciuta con il nome di Opera Nazionale Balilla, l&#8217;Opera Nazionale Dopolavoro e numerose agevolazioni per viaggi e svaghi collettivi e al Sabato e alla Domenica Fascista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-1024x674.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2164\" width=\"541\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-1024x674.png 1024w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-300x197.png 300w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-768x505.png 768w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-1536x1010.png 1536w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-2048x1347.png 2048w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-1-1642x1080.png 1642w\" sizes=\"auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>-OPERA NAZIONALE BALILLA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Opera Nazionale Balilla, anche conosciuta con l&#8217;acronimo ONB, fu un&#8217;istituzione fascista a carattere parascolastico e paramilitare. Fondata nel 1926 come ente autonomo, l&#8217;ONB conflu\u00ec nella GIL (Giovent\u00f9 Italiana del Littorio) a partire dal 1937. La denominazione fu ispirata alla figura di Giovan Battista Perasso detto &#8220;Balilla&#8221;, il giovane genovese che secondo la tradizione avrebbe dato inizio alla rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1746: un&#8217;immagine di modello rivoluzionario cara al regime fascista. Il fascismo delle origini si proponeva come un movimento di rottura rispetto allo Stato liberale giolittiano e alle sue istituzioni, compresa la scuola. In questo senso, gi\u00e0 nel 1919, un futurista e fascista della prima ora come Filippo Tommaso Marinetti aveva proposto l&#8217;istituzione di &#8220;scuole di coraggio fisico e patriottismo&#8221; in cui &#8220;gli oramai preistorici e trogloditici corsi di greco e di latino&#8221; sarebbero stati rimpiazzati da esercitazioni modellate su quelle degli Arditi durante la Prima Guerra Mondiale: &#8220;avanzata carponi sotto un tiro radente di mitragliatrici; aspettare senza chiudere gli occhi il passaggio radente di una trave sospesa sulla testa, ecc&#8230;&#8221; Contemporaneamente, tra il 1919 e il 1922, si formarono i primi nuclei studenteschi fascisti: le Avanguardie Giovanili Fasciste e i Gruppi Universitari Fascisti.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-19.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2893\" width=\"540\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-19.png 720w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-19-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo la marcia su Roma, il nascente regime mussoliniano si pose il problema di fascistizzare la societ\u00e0, a partire dai pi\u00f9 giovani: nel 1926 Mussolini diede all&#8217;ex ardito e sottosegretario all&#8217;educazione Renato Ricci il compito di &#8220;riorganizzare la giovent\u00f9 dal punto di vista morale e fisico&#8221;. Una legge del 3 aprile 1926 sanc\u00ec cos\u00ec la nascita dell&#8217;ONB, che Ricci avrebbe diretto per undici anni. Complementare all&#8217;istituzione scolastica, l&#8217;ONB era &#8220;finalizzata all&#8217;assistenza e all&#8217;educazione fisica e morale della giovent\u00f9&#8221;. Vi avrebbero fatto parte i giovani dagli 8 ai 18 anni, ripartiti in due sotto istituzioni: i Balilla e gli Avanguardisti. L&#8217;ONB mirava non solo all&#8217;educazione spirituale, culturale e religiosa, ma anche all&#8217;istruzione premilitare, ginnico-sportiva, professionale e tecnica. Scopo dell&#8217;ONB era infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell&#8217;educazione militare e renderli consapevoli della loro italianit\u00e0 e del loro ruolo di &#8220;fascisti del domani&#8221;. Nel 1927 il regime fascista sciolse per legge le organizzazioni giovanili non fasciste, tra cui le associazioni scout (gli scout continuarono a svolgere le proprie attivit\u00e0 in clandestinit\u00e0 e parteciparono attivamente alla lotta antifascista), ad eccezione della Giovent\u00f9 Italiana Cattolica, che dovette comunque ridurre le proprie attivit\u00e0. Rigidamente centralizzata, l&#8217;ONB fu sin dalla sua fondazione concepita dai fascisti come uno strumento di penetrazione nelle istituzioni scolastiche. All&#8217;ONB fu affidato l&#8217;insegnamento dell&#8217;educazione fisica nelle scuole; presidi e insegnanti erano tenuti ad &#8216;aprire le porte&#8217; delle strutture scolastiche alle iniziative dell&#8217;ONB e a invitare tutti gli studenti ad aderirvi. L&#8217;ONB gestiva anche corsi di formazione e orientamento professionale, corsi post-scolastici per adulti, corsi di puericultura e d&#8217;economia domestica per le donne, oltre a migliaia di scuole rurali (nel 1937 erano pi\u00f9 di seimila). Dopo un primo periodo sperimentale, l&#8217;ONB venne stabilmente suddivisa, per et\u00e0 e sesso, in vari corpi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corpi maschili :<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Figli della Lupa: 6-8 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Balilla: 9-10 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Balilla moschettiere: 11-13 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Avanguardisti: 14-18 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Corpi femminili:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Figlie della Lupa: 6-8 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Piccole italiane: 9-13 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; Giovani Italiane: 14-17 anni<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Giovane Balilla<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i 18 e i 22 anni i giovani entravano poi nei &#8220;Fasci Giovanili di Combattimento&#8221; e nelle &#8220;Giovani fasciste&#8221; (gruppi esterni all&#8217;ONB). Studenti universitari e delle scuole superiori erano invece tenuti ad aderire ai GUF, Gruppi Universitari Fascisti (anch&#8217;essi esterni all&#8217;ONB). Oltre ai balilla esistevano anche i marinaretti, che costituivano un&#8217;istituzione premarinara alla quale si accedeva dopo aver ottenuto il nulla osta dalla propria legione di appartenenza; ne facevano parte ragazzi dagli 8 anni in poi. A Roma, per esempio, si ritrovavano il sabato alla Caio Duilio sul lungotevere, dove esisteva un veliero a tre alberi e bompresso fissato sul cemento sul quale ci si esercitava con tanto di fiocchi, gabbie, velacci e controvelacci. La divisa era quella blu della Marina Militare. Camicia nera, fazzoletto azzurro, pantaloni grigioverde, fascia nera, fez (il copricapo arabo mutuato dagli arditi): la divisa dei Balilla tradiva l&#8217;impostazione paramilitare (e propedeutica alla leva militare vera e propria) dell&#8217;ONB. Compagno fedele delle esercitazioni, il moschetto (in versione giocattolo per i Figli della lupa).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alle esercitazioni post-scolastiche e ai &#8220;sabati fascisti&#8221;, l&#8217;Opera Nazionale mobilitava i suoi aderenti per adunate e campi scuola (come i &#8220;Campi Dux&#8221;, raduni nazionali dei migliori Balilla e Avanguardisti). In queste occasioni il regime fascista dava cos\u00ec prova di un processo di fascistizzazione della giovent\u00f9 ormai compiuto. In realt\u00e0 le iscrizioni all&#8217;Opera Nazionale Balilla non superarono mai il 50% del totale dei giovani, neppure dopo il 1937, quando la Giovent\u00f9 del Littorio richiese l&#8217;iscrizione obbligatoria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/tiritere72663953.files.wordpress.com\/2022\/06\/copertina-600x300.jpg\" alt=\"Donne durante il ventennio fascista\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;L&#8217;educazione fascista&#8221;- sosteneva Mussolini- &#8220;\u00e8 morale, fisica, sociale e militare: \u00e8 rivolta a creare l&#8217;uomo armonicamente completo, cio\u00e8 fascista come noi vogliamo&#8221; Per formare il &#8220;carattere&#8221; era fondamentale suscitare l&#8217;emotivit\u00e0 dei giovani pi\u00f9 che il loro senso critico: &#8220;L&#8217;infanzia, come l&#8217;adolescenza&#8230; non pu\u00f2 essere alimentata solo di concetti, di teorie, di insegnamenti astratti. Le verit\u00e0 che vogliamo loro insegnare devono parlare prima alla loro fantasia, al loro cuore, poi alla loro mente&#8221;. All&#8217;astrattezza dell&#8217;insegnamento tradizionale si opponeva cos\u2019\u00e8 il &#8220;valore educativo dell&#8217;azione e dell&#8217;esempio&#8221;. La concezione antiscientifica e irrazionalistica della realt\u00e0 propugnata dal fascismo tendeva all&#8217;interiorizzazione acritica di determinati modelli comportamentali attraverso l&#8217;attivismo collettivo, mediante il mantenimento di una costante tensione emotiva. Il giovane doveva uniformarsi all&#8217;immagine di una societ\u00e0 dinamica, protesa verso obiettivi grandiosi; allo stesso tempo gli era richiesto di inserirsi in un rigido sistema centralizzato e gerarchico. Al vertice della gerarchia, il &#8220;Duce&#8221; era indicato come l&#8217;esempio sublime di &#8220;nuovo italiano&#8221;: ne derivava pertanto un vero e proprio culto della personalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perplessit\u00e0 suscit\u00f2 una preghiera pubblicata ad uso dei Balilla:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c Io credo nel sommo Duce, creatore delle Camicie Nere, e in Ges\u00f9 Cristo suo unico protettore. Il nostro Salvatore fu concepito da buona maestra e da laborioso fabbro. Fu prode soldato, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabil\u00ec lo Stato. Sal\u00ec all&#8217;alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di l\u00e0 ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell&#8217;Italia, la forza eterna, cos\u00ec sia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti pensarono che queste parole assomigliassero troppo ad una bestemmia. E la preghiera non ebbe futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>-OPERA NAZIONALE DOPOLAVORO:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;Opera Nazionale Dopolavoro (sigla OND) \u00e8 un&#8217;associazione creata nel 1925 dal regime fascista col compito di occuparsi del tempo libero dei lavoratori. Per definizione statutaria &#8220;cura l&#8217;elevazione morale e fisica del popolo, attraverso lo sport, l&#8217;escursionismo, il turismo, l&#8217;educazione artistica, la cultura popolare, l&#8217;assistenza sociale, igienica, sanitaria, ed il perfezionamento professionale&#8221;. L\u2019Opera Nazionale Dopolavoro rientrava in quel piano di massimizzazione dei costumi e delle abitudini tesa a plasmare l&#8217;uomo nuovo, avviato dal regime nel corso del ventennio: l&#8217;obiettivo era costruire stili di vita generalizzati che fossero congeniali all&#8217;opera di polarizzazione nazionale. L&#8217;OND rappresenta uno degli aspetti pi\u00f9 caratteristici dello stato totalitario. Con l&#8217;istituzione di questo ente, infatti, il partito fascista ha avuto sempre pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di penetrare nel tessuto sociale, riducendo lo spazio di manovra delle opposizioni al regime. L&#8217;OND offriva dei servizi reali e concreti alla popolazione che cos\u00ec tendeva sempre meno a contestare il regime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>-IL SABATO FASCISTA:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 20 giugno del 1935 Benito Mussolini istitu\u00ec il sabato fascista, riprendendo la gi\u00e0 lunga tradizione del sabato inglese, aggiungendovi per\u00f2 connotati marziali. Il sabato fascista interrompeva la giornata lavorativa del sabato alle ore tredici, perch\u00e9 il pomeriggio venisse dedicato ad &#8220;attivit\u00e0 di carattere addestrativo prevalentemente militare, come ad altre di carattere politico, professionale, culturale e sportivo&#8221;. Spesso, per gli studenti, erano previste attivit\u00e0 ginniche, per mantenersi in forma e per dare sfoggio della propria abilit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-18-1024x742.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2888\" width=\"520\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-18-1024x742.png 1024w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-18-300x217.png 300w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-18-768x556.png 768w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/image-18.png 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il decreto costitutivo del Sabato Fascista cercava di regolamentare la vita del cittadino anche la domenica, giornata in cui era previsto si potessero indire &#8220;soltanto manifestazioni culturali, sportive e ricreative&#8221;, lasciando &#8220;completamente libera&#8221; almeno una domenica al mese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Astenersi da queste attivit\u00e0 poteva portare a ripercussioni da parte del regime. I ragazzi, in divisa e inquadrati nelle organizzazioni giovanili fasciste, dovevano seguire corsi di dottrina fascista e compiere esercizi ginnici: volteggi, maneggiare il moschetto, lanciarsi attraverso cerchi di fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le ragazze, in camicetta bianca e gonna nera, facevano roteare cerchi, clavette, bandiere e si esibivano nella corsa e nel salto. Le attivit\u00e0 sportive vennero regolate nel 1928 all&#8217;interno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I MEZZI DELLA PROPAGANDA Il Regime Fascista seppe sfruttare al meglio i nuovi mezzi di comunicazione di massa che permisero una rapida diffusione delle sue ideologie, plagiando cos\u00ec l&#8217;intera popolazione Italiana. LA RADIO: Pi\u00f9 di ogni altro mezzo assunse un ruolo di primo piano. 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