{"id":487,"date":"2023-04-12T09:36:01","date_gmt":"2023-04-12T09:36:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/?page_id=487"},"modified":"2023-05-24T09:41:11","modified_gmt":"2023-05-24T09:41:11","slug":"la-vita-e-bella-regia-di-roberto-benigni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/la-vita-e-bella-regia-di-roberto-benigni\/","title":{"rendered":"&#8220;LA VITA \u00c8 BELLA&#8221; &#8211; regia di Roberto Benigni"},"content":{"rendered":"\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">&#8220;LA VITA \u00c8&nbsp; BELLA&#8221;<\/h2>\n\n<p style=\"text-align: center;\">Regista: Roberto Benigni<br>pubblicazione: 20 dicembre 1997<\/p>\n<p class=\"wp-block-image\">\n<\/p><figure class=\"alignright size-large is-resized\" style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vb-1024x555.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1739\" width=\"585\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vb-1024x555.png 1024w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vb-300x163.png 300w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vb-768x416.png 768w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vb-1536x832.png 1536w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vb.png 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" align=\"center\"><figcaption class=\"wp-element-caption\" style=\"text-align: left;\"><em><small>fotografia di Giosu\u00e8 con suo padre Guido e sua mamma Dora<\/small><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Grande successo del 1997 di Roberto Benigni, regista e interprete, qui affiancato dall&#8217;attrice Nicoletta Braschi. Vincitore di tre Oscar.<br><\/p><p>La storia \u00e8 ambientata nel periodo delle persecuzioni ebree da parte dei nazifascisti. Guido Orefice, il protagonista, e Dora, la moglie, sono una giovane coppia, da cui nascer\u00e0 Giosu\u00e8. Vivono i primi anni in serenit\u00e0 e felicit\u00e0, e Guido riesce anche a esaudire il suo sogno: quello di aprire una libreria. Purtroppo questa situazione non \u00e8 duratura ed \u00e8 destinata a finire presto. Accadde infatti che un giorno Guido e lo zio vengono deportati in un campo di concentramento a scopi lavorativi, insieme ad altri Ebrei, tra cui anche il piccolo Giosu\u00e8, di soli cinque anni. Quando vede che la sua famiglia \u00e8 costretta a soccombere alle persecuzioni che dilagano in tutto il Paese, Dora, seppur non ebrea, decide di salire volontariamente su uno di quei convogli di deportati, diretti verso i lager. La donna, una volta giunta al campo, riesce a vedere per l&#8217;ultima volta il marito. Da quel giorno, sar\u00e0 infatti segregata nella zona del campo riservata alle donne, senza poter vedere nemmeno il figlio. Dal canto suo, Guido sceglie di preservare Giosu\u00e8, nascondendogli quella realt\u00e0 di stenti e sofferenze che da quel giorno segneranno la loro vita per un lungo tempo. La genialit\u00e0 del padre sta nel fatto che inventa sempre nuove storie al bambino, descrivendo la vita nel campo quasi fosse un gioco, in cui c&#8217;\u00e8 una classifica a punti e il vincitore avrebbe vinto come premio un bellissimo carro armato.<\/p>\n<p class=\"wp-block-image\">\n<\/p><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vitaebella.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-799\" width=\"523\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vitaebella.jpg 600w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vitaebella-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/vitaebella-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 523px) 100vw, 523px\"><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><small>fotografia di Guido e suo figlio Giosu\u00e8<\/small><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n<p>Il bambino, dunque, riesce a vivere questa terribile esperienza basandosi sui racconti fantasiosi del padre. Con il passare dei giorni Giosu\u00e8 entra attivamente nel vivo del&nbsp;&#8220;gioco&#8221;. <br>Intanto, per Guido, continuano i lavori forzati nel campo, che spesso lo portano allo stremo delle forze. Un giorno, durante una delle tante visite mediche a cui i deportati erano sottoposti, egli incontra un medico che aveva conosciuto tempo prima, quando ancora viveva ad Arezzo, il quale gli offre la possibilit\u00e0 di lavorare come cameriere ad una cena per ufficiali tedeschi.&nbsp;<br>All&#8217;improvviso, durante una notte, gli ufficiali tedeschi sono costretti ad abbandonare repentinamente il campo, dopo aver fatto strage dei deportati rimasti. Nel caos, Guido riesce a nascondere Giosu\u00e8 in una cabina, dicendogli di non uscire finch\u00e8 non fosse tornato a prenderlo. Dopo aver lasciato il figlio, egli riesce a trovare dei vestiti e a camuffarsi da donna come meglio pu\u00f2, e va alla ricerca di Dora. Purtroppo, per\u00f2, viene scoperto e brutalmente fucilato da alcune SS.&nbsp;<br>Il mattino seguente, al campo giungono gli Americani che liberano il lager; il piccolo Giosu\u00e8, che fino a quel momento non si era mosso dal nascondiglio, esce allo scoperto e viene cos\u00ec salvato. Il bambino viene caricato su un carro armato; egli \u00e8 cos\u00ec convinto di aver vinto il premio del gioco al quale, dati i racconti del padre, pensava stesse partecipando.&nbsp;<br>Il film si avvia cos\u00ec alla conclusione, in cui si vede la marcia dei deportati liberati, e l&#8217;incontro di Dora e Giosu\u00e8, che possono cos\u00ec riabbracciarsi.<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-487","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/487","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3506,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/487\/revisions\/3506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}