{"id":2558,"date":"2023-05-10T14:51:21","date_gmt":"2023-05-10T14:51:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/?page_id=2558"},"modified":"2023-06-23T16:15:37","modified_gmt":"2023-06-23T16:15:37","slug":"ondina-peteani-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/ondina-peteani-2\/","title":{"rendered":"Ondina Peteani"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>ONDINA PETEANI<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ondina Peteani (Trieste, 26 aprile 1925 &#8211; 3 gennaio 2003) \u00e8 stata un&#8217;operaia e partigiana italiana, nota in quanto \u00e8 considerata la prima staffetta a servire i combattenti della lotta di liberazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\"><em><strong>BIOGRAFIA<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"465\" height=\"310\" src=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ondina-Peteani-1-edited.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2625\" srcset=\"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ondina-Peteani-1-edited.jpg 465w, https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Ondina-Peteani-1-edited-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><small>fotografia della signora Ondina Peteani<\/small><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\"><em><a name=\"TIT3\"><strong>ONDINA COMBATTE &#8220;SUL TERRENO&#8221;<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli inizi del 1943 la resistenza si fa pi\u00f9 viva e iniziano i primi sabotaggi dei partigiani.<br>Ondina assume il nome di battaglia di &#8220;Natalia&#8221; e viene incaricata di fare la staffetta: sar\u00e0 lei la prima del movimento partigiano italiano.<br>Il suo compito era quello di portare informazioni tra i vari gruppi partigiani e portare loro cibo e rifornimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mattina del 28 giugno 1943 Natalia e i suoi compagni vengono per\u00f2 scoperti da alcuni squadristi fascisti che accerchiano la loro casa e ne catturano alcuni. Nella confusione Ondina riesce a fuggire ma viene riconosciuta come attivista comunista. Passano solo pochi giorni, il 2 luglio viene arrestata dalla polizia e condotta nel carcere femminile dei Gesuiti. Dopo l&#8217;Armistizio, reso noto l&#8217;8 settembre, la folla libera le carceri e Ondina decide di unirsi ai partigiani.<br>Appena arrivata a casa si accorge per\u00f2 di essere braccata. Un carabiniere viene a cercarla e per non essere arrestata \u00e8 costretta a fuggire dalla finestra. A questo punto non rimane altro che passare alla clandestinit\u00e0 e combattere come si diceva allora &#8220;sul terreno&#8221;. Ci\u00f2 significa appoggiare le pattuglie che dalla montagna scendono verso i centri abitati per compiere azioni militari e colpi di mano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\"><em><a name=\"TIT4\"><strong>DA PIAZZA OBERDAN AD AUSCHWITZ<\/strong><\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le azioni &#8220;sul terreno&#8221; provocarono la reazione dei fascisti e dei tedeschi. I partigiani si installarono nei camminamenti sotterranei costruiti dall&#8217;esercito austriaco durante la Prima Guerra Mondiale. Ovviamente occorrevano cibo, armi e vestiario ed era Ondina che doveva raccoglierli per consegnarli alle pattuglie.<br>La ragazza era per\u00f2 costretta a salire in montagna poich\u00e8 era troppo conosciuta e si sentiva pi\u00f9 sicura con gli uomini del &#8220;Battaglione Triestino&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Dopo una settimana di permanenza lass\u00f9, decisi di scendere con la pattuglia per provvedermi di alcuni capi di vestiario invernali e incontrare un sostenitore con cui avevo appuntamento che mi avrebbe portato medicinali, denaro e anche qualche arma. La notte dell&#8217;11 febbraio 1944, mentre tornavo al mio battaglione, venni catturata da una pattuglia di tedeschi in perlustrazione e venni portata al comando delle SS in piazza Oberdan a Trieste&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\">Ondina non era stata catturata insieme ad altri, cosa che l&#8217;avrebbe fatta immediatamente identificare come partigiana operativa. Durante l&#8217;interrogatorio raccont\u00f2 di essere stata arrestata mentre si recava dal fidanzato. Per venti giorni venne trattenuta nelle celle del Comando delle SS e poi trasferita al carcere &#8220;Coroneo&#8221; ai primi di marzo. Mentre era in carcere le azioni della Resistenza continuavano in tutta la provincia di Trieste e i nazisti rispondevano con rastrellamenti e feroci rappresaglie.\u00a0<br>A causa degli attentati partigiani i nazisti iniziarono a prelevare dalle carceri triestine alcuni prigionieri che venivano impiccati pubblicamente.\u00a0<br>Ondina era in gravissimo pericolo: ad ogni rappresaglia poteva essere il suo turno.\u00a0 Alla fine di maggio era per\u00f2 nell&#8217;elenco di quelle che dovevano essere deportate e il 31 dello stesso mese, nel 1944, part\u00ec all&#8217;alba dalla stazione di Trieste, non dal solito binario ma su quello dei silos da dove partivano i treni merci. Difatti, da quel momento tali erano considerati: <em>&#8220;stavano partendo circa duecento pezzi e pezzi ci calcolarono da quel momento, ma noi non lo sapevamo ancora, per cui credemmo di partire in 200 persone di cui 40 donne&#8221;.\u00a0<\/em><br>Nonostante a causa della Resistenza Ondina fu deportata ad Auschwitz, nel 1990 lascia questa poesia come testimonianza, esprimendo il senso di tutta la sua vita:<br><\/p>\n\n\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza contro l\u2019aggressore nazifascista.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza in Cantiere e in Fabbrica.\u00a0Resistenza di casa in casa.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza mentre le pallottole fischiavano sopra la testa.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza sotto interrogatorio. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza in Carcere.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza davanti ai miei aguzzini al comando SS di Piazza Oberdan a Trieste dove venni segregata.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza mentre mi si tatuava il numero 81672 sul braccio.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza contro la perdita di dignit\u00e0 e l\u2019annientamento di umanit\u00e0.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza contro una fame demoniaca.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza al latrare di cani aizzatici contro.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza al sottile desiderio di lanciarsi contro il filo spinato ad alta tensione per farla finita.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza contro le bastonate e le frustate inferte dai nostri carnefici.\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Resistenza contro uomini fregiati dalla svastica che di umano non avevano ormai nulla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>\u00a0Resistenza per Resistere ad AUSCHWITZ stesso. <br><strong>Contro ogni forma di razzismo,<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em> <strong>contro qualsiasi discriminazione e prevaricazione razziale, <\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong><em>sociale, culturale e religiosa<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><br><em><strong>Ondina Peteani Trieste, 20 Aprile 1990\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ONDINA PETEANI Ondina Peteani (Trieste, 26 aprile 1925 &#8211; 3 gennaio 2003) \u00e8 stata un&#8217;operaia e partigiana italiana, nota in quanto \u00e8 considerata la prima staffetta a servire i combattenti della lotta di liberazione. BIOGRAFIA ONDINA COMBATTE &#8220;SUL TERRENO&#8221; Agli inizi del 1943 la resistenza si fa pi\u00f9 viva e iniziano i primi sabotaggi dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2558","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2558"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3724,"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2558\/revisions\/3724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.letylab.it\/wordpress4a\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}